Articolo giornalistico pubblicato in data 5.01.2026 sulla rivista CodiceItalia
IImmaginate di dire al vostro commercialista: “Quest’anno mi trasferisco in un paradiso fiscale”. Lui penserà alle Bahamas, voi invece state prenotando un bilocale a Livigno. Perché mentre tutti fantasticano su isole tropicali, in Italia abbiamo tre posti dove pagare meno tasse è legale. E due hanno pure gli impianti di risalita.
Il regalo che ci ha fatto Napoleone (senza volerlo). Livigno, località in Valtellina, arroccata a 1.816 metri, ha conquistato il jackpot fiscale nel 1805 grazie a Napoleone, che non fu solo un conquistatore, ma colui che riorganizzò l’Italia settentrionale. Nel 1805 si autoproclamò Re d’Italia (il Regno d’Italia napoleonico, che comprendeva Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Marche) e la Valtellina (dove si trova Livigno) che era stata recentemente annessa alla Repubblica Cisalpina (poi Regno d’Italia) dopo essere stata per secoli sotto il controllo dei Grigioni svizzeri.
Napoleone voleva mappare e tassare ogni angolo del suo regno. Ma quando i suoi funzionari arrivarono ai piedi di Livigno, si resero conto che il paese era isolato per 6-8 mesi l’anno dalla neve e raggiungibile solo attraverso passi pericolosissimi. Poiché mandare funzionari a riscuotere le tasse costava più delle tasse stesse, Napoleone concesse a Livigno lo status di zona franca che nessuno dei governanti successivi — dagli Austriaci ai Savoia, fino all’Unione Europea — ha mai trovato una ragione valida per cancellarla.
È così che, grazie a una sfida logistica di due secoli fa, Livigno è diventata il paradiso extra-doganale che conosciamo oggi: IVA completamente esente (zero, nada, niente del 22% nazionale). Benzina e sigarette senza accise. Tassazione sulle imprese ridotta del 50% (andate in uno dei tanti negozi duty-free e capirete perché le domeniche d’inverno sembra il Black Friday permanente).
Attenzione però: dichiarare residenza falsa a Livigno per fregare il Fisco è l’idea geniale che hanno avuto già in troppi. Le Fiamme Gialle controllano e non basta comprarci una baita e andarci a Pasqua.
Se Livigno funziona, Campione d’Italia è la prova che anche i paradisi fiscali possono andare in crisi. Questa enclave di 1,7 km² completamente circondata dalla Svizzera per decenni ha prosperato grazie al Casinò comunale. Poi, nel 2018, il Casinò è andato in dissesto con 132 milioni di euro di debiti. Game over. La zona franca è stata poi sospesa nel 2020.
Oggi chi ci vive ha comunque riduzioni fiscali del 20-50% sui redditi, ma il futuro è incerto. C’è chi propone di trasformarlo in hub per startup tech. Vedremo. Per ora è un “paradiso fiscale in manutenzione”.
C’è poi la Zona Franca di Gorizia dal 1948. Nata come premio di consolazione dopo che l’Italia aveva ceduto Istria e Fiume alla Jugoslavia, oggi è un hub logistico per chi commercia con l’Europa centro-orientale. Qui puoi stoccare, lavorare e trasformare merci senza pagare dazi fino a quando non le immetti nel mercato UE. Per un’azienda import-export è una manna dal cielo.
Sulla carta, le zone franche sono un’opportunità d’oro. Nella pratica, la burocrazia italiana complica persino i paradisi fiscali. Vuoi aprire un’azienda a Livigno? Preparati a una Via Crucis di autorizzazioni e tempi di attesa biblici.
Risultato: molti imprenditori mollano e vanno a Shannon in Irlanda o a Madeira, dove le procedure sono più semplici. La Germania ha zone economiche che attirano startup hi-tech a raffica. L’Italia? Ha Livigno, famosa per shopping e sci.
Abbiamo tre zone franche con potenziale enorme, e le usiamo principalmente per comprare profumi e ricaricare il SUV. Campione potrebbe diventare la Silicon Valley delle Alpi. Livigno potrebbe attrarre aziende di e-commerce. Gorizia potrebbe essere il ponte tra Italia e Balcani.
Basterebbe semplificare le procedure e promuovere seriamente questi territoria , ma siamo in Italia: preferiamo convegni che producono zero risultati concreti.
Enrico Sgariboldi

Copyright notice © 2025 Enrico Sgariboldi (Author) – Testo registrato su blockchain Lutinx a tutela da riproduzioni non autorizzate.
