L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CI SPIA O CI AIUTA? INCHIESTA DEL GIORNALE PORDENONE OGGI

Articolo del giorno 25.07.2025

Pordenone– Viviamo in un’epoca paradossale. Da un lato, l’intelligenza artificiale si sta rivelando un alleato prezioso per le fasce più vulnerabili della società. Dall’altro, quella stessa tecnologia solleva interrogativi sempre più pressanti sulla nostra privacy.

Cos’è e come funziona in sintesi l’intelligenza artificiale (AI-Artificial Intelligence)

L’Intelligenza artificiale è quando le macchine (come i computer, dispositivi elettronici) sono in grado di fare cose che richiedono intelligenza umana, cioè: imparare con l’esperienza, senza essere programmate per ogni singola cosa; capire interpretando informazioni (come il linguaggio o le immagini); prendere decisioni scegliendo l’azione migliore in base a ciò che hanno imparato.

Quando l’AI diventa strumento di inclusione

L’Intelligenza artificiale diventa uno strumento di inclusione quando è progettata e utilizzata per abbattere barriere e permettere ad individui svantaggiati di partecipare pienamente alla società, all’istruzione e al mondo del lavoro. In pratica, l’AI rende accessibili opportunità che prima erano precluse. Ad esempio, l’intelligenza artificiale può rendere l’agricoltura accessibile a persone con disabilità, mediante interfacce vocali che guidano i non vedenti.

L’inclusione economica attraverso il microcredito intelligente rappresenta una rivoluzione nel modo di valutare il merito creditizio nelle economie emergenti, con algoritmi di intelligenza artificiale che analizzando frequenza e regolarità dei pagamenti, dati meteorologici incrociati con i prezzi delle colture, permettono di prevedere la capacità di rimborso basata sui cicli agricoli reali.

I sistemi di allerta precoce basati su AI rappresentano uno strumento fondamentale per l’adattamento climatico. Combinando dati satellitari, sensori IoT sul campo e modelli predittivi avanzati, questi sistemi forniscono raccomandazioni temporalmente precise e geograficamente specifiche. La capacità di prevedere eventi meteorologici estremi e suggerire azioni preventive può fare la differenza tra un raccolto salvato e una stagione persa per gli agricoltori più vulnerabili.

Questi tre ambiti di applicazione dimostrano come l’intelligenza artificiale possa creare un’agricoltura più equa, dove la conoscenza, la tecnologia e le opportunità economiche non sono più privilegi di pochi, ma diritti accessibili a tutti gli agricoltori.

Utilizzo dell’intelligenza artificiale nel sociale

A Milano, presso l’Istituto dei Ciechi, stanno sperimentando app che utilizzano il riconoscimento visivo per descrivere l’ambiente circostante. L’AI di Microsoft Seeing AI non si limita a dire “c’è una persona”, ma descrive “una donna sui trent’anni che sorride, con i capelli castani raccolti”.

Esistono studi e sperimentazioni in reparti di pediatria oncologica dell’ospedale Gaslini di Genova, sull’utilizzo di sistemi di AI per analizzare i disegni dei bambini al fine di identificare segni di disagio psicologico. L’interpretazione dei disegni infantili è da tempo uno strumento utilizzato dagli psicologi per comprendere lo stato emotivo e psicologico dei bambini, specialmente in contesti difficili come la malattia oncologica. L’AI, in questo caso, viene utilizzata per automatizzare e potenzialmente rendere più oggettiva l’analisi di certi pattern (schema ricorrente o una regolarità osservabile in dati, eventi o fenomeni), al fine di prevedere, comprendere e risolvere problemi. I colori, le forme e contenuti presenti nei disegni, possono essere indicatori di stress, ansia o altri disagi emotivi. Questo approccio mira a fornire un supporto più tempestivo e mirato ai piccoli pazienti e alle loro famiglie.

L’intelligenza artificiale sta dimostrando maggiormente il suo potenziale più nobile quando si mette al servizio delle persone più vulnerabili. Nelle comunità terapeutiche, software specializzati denominati Chatbot, offrono assistenza continua 24 ore su 24, rispondendo a domande, eseguendo compiti o fornendo informazioni, come se fosse una persona. Questi Chatbot riconoscono attraverso il linguaggio e la frequenza dei messaggi i segnali di una possibile ricaduta, attivando automaticamente protocolli di emergenza e allertando gli operatori umani quando la situazione diventa critica.

Le sfide da superare

Restano criticità importanti: costi elevati che escludono le organizzazioni più piccole, necessità di formazione digitale, equilibrio tra automazione e valore sociale del lavoro umano.

Il lato oscuro della raccolta dati

Per funzionare, l’AI ha bisogno di enormi quantità di informazioni. Ogni nostra interazione digitale – dalle ricerche su Google ai like sui social media, dagli acquisti online alle conversazioni con gli assistenti vocali – alimenta costantemente questi algoritmi. Non si tratta di “spionaggio” nel senso tradizionale del termine, ma piuttosto di una raccolta dati sistematica e silenziosa, finalizzata apparentemente a migliorare i servizi e personalizzare i contenuti che riceviamo.

Il problema è che spesso non ci rendiamo conto di quanta parte della nostra vita digitale venga registrata, analizzata e utilizzata per creare un profilo sempre più dettagliato di chi siamo, cosa vogliamo e come ci comportiamo.

Le preoccupazioni sono legittime: trasparenza limitata su quali dati vengono raccolti, rischio di sorveglianza di massa, discriminazioni algoritmiche.

Verso un equilibrio necessario

Non siamo indifesi. Fortunatamente, normative come il GDPR stanno regolamentando la raccolta dati con politiche di privacy più rigorose.

Il GDPR garantisce il diritto alla cancellazione: quando occorre esercitiamolo: urp@gpdp.it (per domande e segnalazioni generali), www.garanteprivacy.it

Consigli per tutelarsi dall’AI

È bene usare browser privacy-focused (Brave, Firefox), installare estensioni del browser anti-tracking come, ad esempio, uBlock Origin (gratuita), navigare in incognito e disabilitare cookies di terze parti. Utilizzare VPN affidabili e DNS sicuri come Cloudflare che offre anche un piano gratuito). Sui social, opporsi al trattamento dati per l’addestramento AI di Meta, limitare autorizzazioni app e geolocalizzazione. Disattivare assistenti vocali quando non servono, aggiornare software regolarmente, usare autenticazione a due fattori (misura di sicurezza che per accedere a un account richiede password e impronta digitale), perché anche se qualcuno scopre la tua password, non può accedere senza il secondo fattore.

Per le comunicazioni, preferire App crittografate come Signal, che è un’applicazione di messaggistica istantanea gratuita e open-source, sviluppata dalla Signal Foundation (organizzazione no-profit). Questa App funziona su smartphone (Android e iOS) e computer (Windows, MacOS, Linux).

Evitare argomenti sensibili vicino a: smart Tv, Google Home, Amazon Echo/Alexa, Apple HomePod, smartphone e persino alcuni elettrodomestici connessi, poiché questi dispositivi hanno microfoni sempre attivi e potrebbero registrare involontariamente o essere vulnerabili.

L’IA non è né buona né cattiva di per sé. È uno strumento. La sua intrinseca moralità dipenderà interamente da come scegliamo di usarla. Il futuro, in un’era di intelligenza artificiale, sarà ciò che decideremo di costruirne.

Caro lettore, se ti interessa avere maggiori notizie su come si utilizza al meglio l’AI, o su possibili ambiti d’uso dell’intelligenza artificiale – ad esempio: interazioni AI e Blockchain, AI e Cyber security, l’utilizzo dell’AI da parte dei governi, e nell’ottimizzazione dei servizi cittadini, o in altri settori emergenti – scrivimi in redazione. Sono sempre disponibile per approfondire tematiche specifiche, analizzare casi studio particolari o esplorare insieme le implicazioni future di questa tecnologia rivoluzionaria. La strada dell’innovazione si percorre meglio quando condividiamo conoscenze ed esperienze.

Contattare la redazione per approfondimenti.

L’AI è il futuro che stiamo costruendo oggi.

Enrico Sgariboldi

Link all’articolo: https://pordenoneoggi.it/evidenza/lintelligenza-artificiale-ci-spia-oppure-ci-aiuta-inchiesta-pordenoneoggi/

#IntelligenzaArtificiale #AI #PordenoneOggi #Inchiesta #Privacy #Tecnologia #Etica

L’ITALIAN SOUNDING

16/07/2025, pordenoneoggi.it

Dal Parmigiano Reggiano ai prosciutti, dalle calzature di lusso al design d’arredamento, il “Made in Italy” è sinonimo di eccellenza e qualità in ogni angolo del globo. Ma dietro questa icona si cela un’ombra sempre più lunga: l’Italian Sounding, un fenomeno che erode miliardi di euro all’economia italiana e inganna milioni di consumatori. A differenza della contraffazione pura, che riproduce marchi e prodotti identici, l’Italian Sounding si insinua nelle maglie dell’ambiguità, utilizzando nomi, colori, simboli o iconografie che richiamano l’Italia senza che il prodotto abbia alcuna origine o legame con il nostro Paese. È un inganno sottile ma potente, che sfrutta la reputazione secolare dei prodotti italiani per trarre profitto illecito.

Questo articolo si propone di fare luce sull’entità del problema dell’Italian Sounding, esplorando non solo le sue implicazioni economiche e reputazionali, ma anche le strategie innovative messe in campo per contrastarlo. In particolare, approfondiremo il potenziale rivoluzionario della blockchain e di altre soluzioni tecnologiche e legislative per garantire trasparenza e autenticità lungo tutta la filiera agroalimentare e manifatturiera italiana.

L’Entità del Problema – Numeri e conseguenze

Le cifre del fenomeno Italian Sounding sono impressionanti quanto allarmanti. Si stima che il valore dell’Italian Sounding superi i 100 miliardi di euro all’anno, più del doppio del valore delle esportazioni agroalimentari autentiche italiane. Il settore del cibo è il più colpito, con prodotti come il “Parmesan” americano o il “Prosciutto di Parma” prodotto in Canada che invadono i mercati mondiali, sfruttando nomi e tradizioni che appartengono esclusivamente al nostro Paese.

Oltre al danno economico diretto, l’Italian Sounding erode la fiducia dei consumatori e offusca l’immagine di qualità e autenticità che l’Italia ha costruito nel tempo. Un consumatore deluso da un prodotto “italian sounding” potrebbe associare quella scarsa qualità al vero Made in Italy, compromettendo la sua volontà di acquisto futuro. Questo effetto domino rappresenta forse la conseguenza più insidiosa del fenomeno: non solo sottrae ricavi immediati, ma mina le fondamenta stesse della reputazione italiana.

Per i produttori italiani, in particolare le PMI che rappresentano la spina dorsale dell’economia nazionale, l’Italian Sounding significa una concorrenza sleale e una perdita di ricavi significativa. Per i consumatori, invece, l’inganno si traduce nell’acquisto di prodotti di qualità inferiore, spesso senza reali garanzie di provenienza o standard produttivi, a volte anche a prezzi gonfiati. È un danno che colpisce tutti gli attori della filiera, dall’agricoltore al consumatore finale.

Soluzioni attuali e limiti

Il fronte legale è da sempre in prima linea nella battaglia contro l’Italian Sounding. La tutela delle Denominazioni d’Origine Protetta (DOP) e delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) a livello europeo e internazionale, insieme alla registrazione di marchi e brevetti, rappresentano strumenti fondamentali. Tuttavia, le controversie legali sono spesso lunghe, costose e complesse da implementare su scala globale, soprattutto per le piccole e medie imprese che non dispongono delle risorse necessarie per battaglie legali internazionali. Parallelamente, molte associazioni e consorzi promuovono campagne di sensibilizzazione per educare i consumatori a riconoscere i prodotti autentici. Seppur importanti per costruire una maggiore consapevolezza, queste campagne da sole non possono arginare un fenomeno così pervasivo e strutturato. La sfida è enorme: in un mercato globale dove i consumatori sono bombardati da migliaia di prodotti, come garantire che sappiano distinguere l’autentico dall’imitazione? Nonostante gli sforzi, le soluzioni tradizionali mostrano limiti evidenti: la difficoltà di tracciare la filiera in modo capillare, la lentezza delle procedure legali transnazionali e la scarsa consapevolezza del consumatore medio, spesso disattento di fronte a un’offerta illimitata di prodotti. È necessario un cambio di paradigma, un approccio che integri le protezioni legali con soluzioni tecnologiche innovative.

La rivoluzione blockchain per la trasparenza della filiera

In questo scenario complesso, una tecnologia emergente si sta rivelando un alleato potente: la blockchain. Immaginate un registro digitale, distribuito e immutabile, dove ogni transazione o informazione viene registrata in blocchi crittografati e collegati tra loro. Una volta inseriti, i dati non possono essere modificati, garantendo una trasparenza e una sicurezza senza precedenti. È come avere un notaio digitale incorruttibile che certifica ogni passaggio della vita di un prodotto.

Applicata alla filiera agroalimentare o manifatturiera, la blockchain permette una tracciabilità “farm-to-fork” o “factory-to-consumer” di ogni singolo prodotto. Ogni fase, dalla materia prima alla lavorazione, dal trasporto alla distribuzione, può essere registrata sulla blockchain. Il consumatore, semplicemente scansionando un QR code sull’etichetta, può accedere a tutta la storia del prodotto, verificandone l’autenticità e la provenienza, nonché le certificazioni di qualità e gli standard produttivi.

La blockchain offre vantaggi concreti e misurabili: tracciabilità completa di ogni passaggio produttivo, autenticazione istantanea dell’origine e della qualità, certificazione immutabile di standard produttivi e ingredienti, e soprattutto la costruzione di un rapporto di fiducia diretto tra produttore e consumatore. Non è più necessario affidarsi alla sola reputazione del marchio: la tecnologia fornisce prove concrete e verificabili.

Diverse realtà italiane stanno già sperimentando il potenziale della blockchain. Si pensi a consorzi come quello del Parmigiano Reggiano, che ha avviato progetti pilota per tracciare le forme con la blockchain, o a produttori di vino che certificano l’annata e l’origine di ogni bottiglia. Queste iniziative dimostrano che la tecnologia non è più solo una promessa ma una realtà operativa, con risultati tangibili in termini di trasparenza e fiducia del consumatore.

Altre soluzioni tecnologiche e strategiche complementari

Accanto alla blockchain, l’Intelligenza Artificiale (Al) e l’analisi dei Big Data offrono strumenti complementari potentissimi. Algoritmi di Al possono scansionare in tempo reale siti web, e-commerce e social media, identificando prodotti sospetti, violazioni di marchi e trend dell’Italian Sounding, permettendo interventi rapidi e mirati. È come avere migliaia di investigatori digitali che lavorano 24 ore su 24 per proteggere i marchi italiani. L’Internet delle Cose (IoT), con sensori intelligenti che monitorano parametri come temperatura, umidità e posizione durante il trasporto e la conservazione, può fornire dati in tempo reale che, una volta registrati sulla blockchain, attestano la conformità alle condizioni ideali, rafforzando ulteriormente la fiducia nella qualità del prodotto. Ogni bottiglia di vino, ogni forma di formaggio, ogni prodotto può così “raccontare” la propria storia in modo oggettivo e verificabile.

Oltre alle tecnologie, è cruciale adottare strategie di marketing e comunicazione innovative. Raccontare la storia autentica dei prodotti, valorizzare il territorio, le tradizioni e l’artigianalità attraverso canali digitali e campagne immersive, può creare un legame emotivo con il consumatore e rafforzare la percezione del valore del vero Made in Italy. La sfida è trasformare ogni prodotto in un ambasciatore della cultura italiana.

Sfide e prospettive future

Nonostante il potenziale, l’adozione su larga scala della blockchain presenta sfide significative: costi iniziali elevati per le PMI, la necessità di standard comuni per l’interoperabilità tra diverse piattaforme, e la resistenza al cambiamento da parte di filiere consolidate. È fondamentale un impegno congiunto di istituzioni, imprese e consorzi per superare questi ostacoli. La trasformazione digitale richiede investimenti, formazione e una visione a lungo termine.

Le istituzioni hanno un ruolo chiave nel definire un quadro normativo favorevole, promuovere l’adozione delle tecnologie e stringere accordi internazionali sempre più efficaci per la tutela delle indicazioni geografiche. La cooperazione transfrontaliera è indispensabile per colpire le reti dell’Italian Sounding dove si annidano, spesso in giurisdizioni lontane e poco collaborative.

Il progresso tecnologico è incessante. Nuovi sviluppi nella blockchain, nell’Al e nell’IoT continueranno a offrire strumenti sempre più sofisticati per la tracciabilità e la protezione. La battaglia contro l’Italian Sounding non è una guerra che si vince una volta per tutte, ma una sfida continua che richiede adattamento e innovazione costanti.

Il futuro autentico del Made in Italy

L’Italian Sounding è una minaccia insidiosa e persistente per l’economia e la reputazione italiana. Tuttavia, grazie all’avanzamento tecnologico, in particolare la blockchain, e a un approccio strategico e collaborativo, abbiamo oggi strumenti più efficaci che mai per combatterlo. La tecnologia non è la panacea, ma è certamente l’alleato più potente nella difesa dell’autenticità italiana. Il futuro del “Made in Italy” è legato alla capacità di abbracciare l’innovazione, garantendo una trasparenza senza precedenti lungo la filiera. Solo così potremo assicurare che l’autenticità e l’eccellenza che contraddistinguono i nostri prodotti siano sempre riconoscibili e protette, preservando un patrimonio che è culturale, prima ancora che economico. La sfida è trasformare ogni prodotto italiano in un’esperienza autentica e verificabile.

Spetta a tutti noi – produttori, istituzioni e consumatori un ruolo attivo in questa battaglia. Scegliere l’autentico Made in Italy non è solo un atto di supporto all’economia nazionale, ma un gesto di rispetto per la storia, la qualità e la passione che si celano dietro ogni vero prodotto italiano. In un mondo sempre più globalizzato, la tecnologia può finalmente restituire al consumatore il potere di scegliere consapevolmente, premiando l’autenticità e punendo l’inganno.

Enrico Sgariboldi

Link all’articolo: https://pordenoneoggi.it/nordest/78662/

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BLOCKCHAIN

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LutinX è l’Infrastruttura di Servizi Globali in Blockchain attiva in 20+ Nazioni, per la tutela avanzata della Proprietà Intellettuale, e per la Formazione. E’ una suite completa di applicazioni pensate per il mondo della formazione scolastica, universitaria, sportiva e professionale. Un unico ambiente strettamente personale dove collezionare, gestire e poter condividere, le proprie credenziali digitali, certificati, attestati e traguardi professionali, sportivi e culturali. Tecnologia Blockchain, Cryptazione dati a 512 bit e dati ridondati in 3 Continenti.

LutinX per proteggere
Il diritto d’autore protegge gli autori di opere letterarie e artistiche. In particolare, viene protetto il modo con il quale viene espressa un’idea e non l’idea o il concetto in sé. La protezione conferita dal diritto d’autore si riferisce quindi alla forma dell’opera e non al suo contenuto. A livello gloable tutte le Nazioni, e LutinX.com, si adeguano alla Convenzione di Berna per il rispetto del diritto d’autore.

01/
Musica
E’ possibile caricare file mp3 o wav prima di condividerli con amici, produttori o il tuo canale social.
02/
Design
Si può caricare i file AI, PSD, DWF e DWG prima di condividerli con colleghi o clienti.
03/
Software
Algoritmi e codici personalizzati sono le nuove frontiere per ogni azienda o professionista che lavora online. E’ possibile proteggerli prima che qualcuno li copi senza il proprio consenso.
04/
Documenti
Creare lavoro accademico, sviluppare una ricerca, sviluppare un parere legale o un contratto, o ancora creare un business plan o una presentazione a volte richiede tempo, sacrifici e denaro. Con LutinX si può ottenere subito la paternità di questi lavori.
Crediamo che la conoscenza sia il vero bene umano ed il nostro lavoro è tutelarla.

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CROWDFUNDING EDITORIALE

IL CROWDFUNDING PER L’EDITORIA

La cultura non è solo cibo per l’anima, la cultura crea valore. Riteniamo che la diffusione della cultura attraverso il crowdfunding possa aumentare proporzionalmente con l’ampliamento delle dinamiche di questo nuovo strumento. Con il crowdfunding è possibile raccogliere risorse per finanziare la conversione multi-formato e la traduzione di testi, e veicolare il prodotto editoriale su mercati internazionali.

L’innovatività dello strumento del crowdfunding (che presenta natura “prêt à porter”) sta nel consentire alle case editrici di poter ampliare il proprio catalogo editoriale e di costruire nuovi metodi e modelli operativi.

I VANTAGGI DEL CROWDFUNDING PER L’EDITORIA SONO:

  • Maggior visibilità sul mercato per la casa editrice e autori
  • Creazione di campagne di marketing strutturate ad hoc
  • Acquisizione di sostenitori/lettori che diventano promotori del progetto
  • Realizzazione di azioni di test market
  • Sviluppo azioni di comunicazione mirata
  • Offerta commerciale innovativa
  • Maggior offerta di prodotti editoriali

#Crowdfunding #CrowdfundingEditoriale #EditoriaIndipendente #Libri #ScrittoriEmergenti #SostieniLaCultura

LA FINTECH NEL PROPERTY MANAGEMENT E NEL FACILITY MANAGEMENT

In un mondo sempre più digitale e tecnologicamente avanzato, la fintech, che si riferisce all’utilizzo di tecnologie innovative per migliorare e automatizzare i servizi finanziari, sta portando una serie di vantaggi anche nel campo del facility management e nel property management. Questi due settori si occupano rispettivamente della gestione degli immobili
e delle infrastrutture aziendali e della gestione di immobili residenziali, commerciali e industriali, con l’obiettivo di massimizzare il ritorno sull’investimento per i proprietari.

Facility Management e Property Management: differenze e crescita

Il Facility Management e il Property Management sono due settori in continua crescita e distinti nell’ambito della gestione aziendale, spesso confusi tra loro, ma con differenze significative. Entrambi stanno rivoluzionando il modo in cui vengono gestite le operazioni finanziarie e i servizi di gestione delle strutture.

Il Facility Management

Il Facility Management si concentra sulla gestione di tutti i servizi e le attività necessarie per garantire che un edificio o una struttura funzioni in modo efficiente e sicuro per gli occupanti. Questo include:

  • Manutenzione degli impianti e degli impianti elettrici
  • Gestione delle pulizie
  • Sicurezza
  • Gestione degli spazi
  • Manutenzione generale dell’edifici. Il Facility Manager è responsabile nel garantire che tutti questi servizi operino in modo efficiente e rispondino alle esigenze degli occupanti.arantire che tutti questi servizi operino in modo efficiente e rispondino alle esigenze degli occupanti.

Collaborazione tra Facility Management e Property Management

È fondamentale che entrambi i settori collaborino e lavorino insieme per garantire il successo e la sostenibilità di una struttura.

Mentre il Facility Management si concentra sulla gestione operativa e sulle attività pratiche, il Property Management si occupa degli aspetti finanziari e amministrativi. Entrambi sono importanti per garantire che un edificio sia ben gestito e operi in modo efficiente.

L’Impatto della Fintech

Le tecnologie fintech stanno introducendo soluzioni per semplificare la gestione delle proprietà, migliorare l’efficienza operativa e ridurre i costi. Inoltre, la fintech offre strumenti di analisi dati e reporting avanzati che consentono di prendere decisioni più informate e strategiche per la gestione delle risorse e il miglioramento della performance aziendale.

Piattaforme digitali

Una delle principali innovazioni introdotte dal settore fintech nel property management è l’utilizzo di piattaforme digitali per la gestione degli immobili. Queste piattaforme consentono ai proprietari di visualizzare in tempo reale tutte le informazioni relative alla gestione del loro patrimonio immobiliare, inclusi i contratti di locazione, le spese e i guadagni generati dagli affitti

Digitalizzazione dei processi
Nel settore del facility management, la digitalizzazione dei processi e l’implementazione di soluzioni fintech permettono di ottimizzare la manutenzione e la gestione degli immobili, riducendo i costi operativi e aumentando l’efficienza delle operazioni. Ad esempio, l’utilizzo di sensori intelligenti e dispositivi IT consente di monitorare in tempo reale lo stato degli impianti e delle infrastrutture, prevenendo guasti e interventi non programmati.

Strumenti di analisi avanzata

Le tecnologie fintech stanno introducendo strumenti di analisi avanzata per prevedere le tendenze di mercato e ottimizzare la gestione degli immobili. Questi strumenti consentono ai property manager di identificare le aree con maggior potenziale di investimento, valutare i rischi e le opportunità di profitto e prendere decisioni strategiche basate su dati accurati e affidabili.

Tecnologia Blockchain
Un’altra importante innovazione introdotta dal settore fintech nel property management è l’utilizzo della blockchain per garantire la trasparenza e la sicurezza delle transazioni immobiliari. Grazie alla tecnologia blockchain, le transazioni immobiliari possono essere registrate in modo sicuro e trasparente, riducendo i rischi di frodi e truffe e garantendo la correttezza delle operazioni.

Conclusione

Il facility management e il property management sono due settori in rapida evoluzione che stanno trasformando il modo in cui vengono gestite le finanze e le infrastrutture aziendali. Grazie alle tecnologie innovative offerte dal settore fintech, le aziende possono ottenere numerosi vantaggi in termini di efficienza, controllo e trasparenza, migliorando la propria competitività sul mercato e offrendo servizi di qualità ai propri clienti.

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Crowdfunding Civico: progetti che trasformano le città

COS’E’ IL CROWDFUNDING, il crowdfunding, finanziamento collettivo per consentire ai soggetti interessati di accogliere fondi da una vasta rete di persone attraverso piattaforme online dedicate, è lo strumento giusto per l’accesso al capitale iniziale per la realizzazione di progetti, senza dover dipendere esclusivamente da finanziamenti bancari o investitori tradizionali. Il crowdfunding consente il coinvolgimento della Comunità, infatti, le piattaforme di crowdfunding offrono ai soggetti interessati l’opportunità di condividere la loro visione con una vasta audience. Attraverso video e immagini, i soggetti interessati possono connettersi emotivamente con i potenziali sostenitori, ispirandoli a contribuire al successo del progetto.

Il Crowdfunding di cui ci occuperemo qui è la “versione civica”, diversa dal normale crowdfunding perché è pensato per iniziative sociali e culturali a vantaggio del territorio.

Il Civic Crowdfunding è un modo per finanziare collettivamente progetti a beneficio della comunità e può essere utilizzato per migliorarne la vita. Si tratta di uno strumento potente che può essere utilizzato per finanziare una vasta gamma di progetti, da piccole aree verdi a grandi opere di riqualificazione. Se hai un’idea per un progetto che potrebbe beneficiare la tua comunità, il civic crowdfunding potrebbe essere la soluzione giusta per te

IL CIVIC ROWDFUNDING si appoggia su piattaforme online dove è possibile presentare idee e raccogliere donazioni per realizzarle. È diverso dal normale crowdfunding perché è specificamente pensato per iniziative sociali e culturali a vantaggio del territorio.

Ecco alcuni dei vantaggi del civic crowdfunding: aumenta la partecipazione dei cittadini alla vita della comunità e il senso di appartenenza. Favorisce la trasparenza perché i fondi vengono allocati in modo più efficiente e i cittadini possono vedere come vengono utilizzati. Può essere uno strumento utile per le pubbliche amministrazioni e gli enti locali per finanziare progetti che altrimenti non si potrebbero realizzare.

ALCUNI ESEMPI CONCRETI

Riqualificazione di Piazza Mercato a Ferrara: Nel 2017, i cittadini di Ferrara hanno raccolto oltre 130.000 euro per riqualificare Piazza Mercato, uno spazio pubblico nel centro storico della città. Il progetto ha previsto la creazione di una nuova area verde, l’installazione di arredi urbani e la ripavimentazione della piazza.

Restauro della facciata della Chiesa di San Francesco a Paola a Savona. Nel 2018, è stata raccolta la somma di 150.000 euro per restaurare la facciata della Chiesa di San Francesco a Paola a Savona. La chiesa, risalente al XVI secolo, era in stato di degrado e il progetto ha permesso di riportarla al suo antico splendore.

Creazione di un parco giochi inclusivo a Torino: Nel 2019, sono stati raccolti 50.000 euro per creare un parco giochi inclusivo a Torino. Il parco giochi è stato progettato per essere accessibile a bambini di tutte le abilità e comprende giochi e attrezzature per bambini con disabilità.

Articolo a cura di: serviziassociati@gmail.com

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IL CROWDFUNDING IMMOBILIARE

GUIDA AGLI STRUMENTI DI FINANZA ALTERNATIVA PER SOSTENERE E SVILUPPARE LE AZIENDE DEL SETTORE IMMOBILIARE

IL CROWDFUNDING IMMOBILIARE

Il crowdfunding consente il coinvolgimento della Comunità, infatti, le piattaforme di crowdfunding offrono agli imprenditori l’opportunità di condividere la loro visione con una vasta audience. Attraverso video e immagini, gli imprenditori possono connettersi emotivamente con i potenziali sostenitori, ispirandoli a contribuire al successo del progetto.

IL CROWDFUNDING IMMOBILIARE

Ecco le fasi principali del crowdfunding immobiliare:

1. Presentazione del progetto

Le società presentano il loro progetto sulla piattaforma di crowdfunding, fornendo dettagli sulla proprietà, il piano di sviluppo o ristrutturazione, i costi previsti, i rendimenti attesi per gli investitori o il piano di rimborso del prestito;

2. Valutazione e investimento

Gli investitori interessati possono analizzare i progetti sulla piattaforma e valutare i rischi e le potenziali opportunità di rendimento

Decidono quindi quanto capitale investire nel progetto.

3. Finanziamento e realizzazione del progetto

Se il progetto raggiunge l’obiettivo di raccolta fondi, la piattaforma eroga il capitale raccolto alle società immobiliari.

Le società immobiliari utilizzano il denaro raccolto per finanziare il progetto immobiliare come da piano. La piattaforma monitora l’avanzamento del progetto e fornisce aggiornamenti agli investitori.

4. Rimborso del prestito e pagamento degli interessi:

Una volta completato il progetto immobiliare o ad una scadenza prevista contrattualmente, gli investitori iniziano a ricevere i rimborsi del capitale prestato, oppure, alcune tipologia di crowdfunding ricevono una quota degli utili generati dal progetto.

Per le società immobiliari: accesso a capitali di finanziamento alternativi rispetto ai tradizionali canali bancari e/o cumulabili a quelli di fonte bancaria, senza dover rilasciare garanzie reali e con un minimo di risorse proprie (indicativamente il 10% dell’importo richiesto), tempi celeri di reperimento delle risorse finanziarie, possibilità di completare progetti che altrimenti potrebbero non essere realizzabili.

Per gli investitori: interessanti rendimenti, diversificazione del portafoglio di investimenti, possibilità di partecipare a progetti immobiliari con impatti sociali o ambientali positivi.

Attraverso il Crowdfunding del settore immobiliare (real estate) è, quindi, possibile risorse finanziarie per realizzare opere di costruzione, ristrutturazione, riqualificazione energetica, riconversione da immobile commerciale a residenziale e viceversa, riconversione da immobile industriale a commerciale e viceversa.

Per maggiori informazioni scrivere a: info@serviziassociati.org

#CrowdfundingImmobiliare #RealEstateCrowdfunding #FaiRendereIlTuoCapitale

L’IMPORTANZA DEGLI STRUMENTI DI GESTIONE STRATEGICA

Il Business Model Canvas e l’analisi SWOT sono due strumenti di gestione strategica utilizzati dalle aziende per valutare e pianificare la propria attività. Il Business Model Canvas, ideato da Alexander Osterwalder, è uno strumento che permette di schematizzare e visualizzare in maniera semplice ed intuitiva il modello di business di un’azienda. È composto da nove blocchi principali che rappresentano le varie componenti di un’organizzazione, come i segmenti di clientela, le proposte di valore, i canali di distribuzione, i partner chiave, le risorse chiave, le attività chiave, i flussi di ricavi e i costi. Il BMC aiuta quindi le aziende a identificare punti di forza e debolezza del proprio modello di business e a individuare opportunità di miglioramento. È particolarmente utile per visualizzare in maniera chiara e sintetica come un’organizzazione crea, distribuisce e cattura il valore per i propri clienti.

Il SWOT analysis, invece, è un metodo di analisi che permette di valutare i punti di forza e di debolezza interni di un’azienda, così come le opportunità e le minacce esterne che possono influenzare il suo successo. SWOT è l’acronimo di Strengths (Punti di Forza), Weaknesses (Punti di Debolezza), Opportunities (Opportunità) e Threats (Minacce).

Entrambi gli strumenti sono utili per fare un’analisi approfondita del
proprio business e pianificare le azioni da intraprendere per raggiungere
gli obiettivi prefissati. Tuttavia, è importante sottolineare che esistono
delle differenze significative tra i due approcci.
Il Business Model Canvas si concentra principalmente sulla struttura e
sul funzionamento del modello di business di un’azienda, fornendo una
panoramica d’insieme delle sue componenti e delle relazioni tra di esse.
Permette di descrivere, progettare, valutare e sviluppare il modello di
business di un’azienda.

È composto da nove elementi chiave, organizzati su un’unica pagina:

1. Segmenti di clientela: chi sono i clienti a cui ci rivolgiamo?

2. Proposta di valore: che cosa offriamo ai clienti li rende interessati a noi?

3. Canali: come raggiungiamo i clienti e consegniamo la nostra proposta di valore?

4. Relazioni con i clienti: come gestiamo le relazioni clienti per mantenerli fedeli e soddisfatti?

5. Fonti di ricavo: come guadagniamo denaro vendendo la nostra proposta valore ai clienti?

6. Risorse chiave: quali risorse sono necessarie per fornire la nostra proposta di valore e servire i clienti

7. Attività chiave: quali attività sono necessarie per soddisfare i clienti e generare ricavi?

8. Partner chiave: chi sono i partner con cui collaboriamo per migliorare il nostro modello di business?

9. Struttura dei costi: quali sono i costi necessari per mantenere in piedi l’attività e generare ricavi?

Quindi, utilizzando il Business Model Canvas, le aziende possono
analizzare il proprio modello di business, identificare punti di forza e
debolezza, individuare nuove opportunità di crescita e definire strategie
per aumentare la competitività sul mercato.
Lo SWOT analysis, invece, si concentra sulla valutazione degli elementi
interni ed esterni che possono influenzare il successo di un’azienda.
Questo strumento aiuta a identificare le aree in cui un’organizzazione eccelle e quelle in cui ha bisogno di migliorare, così come le opportunità e le minacce che possono derivare dal contesto in cui opera.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di SWOT in italiano

PUNTI DI FORZA

-Brand consolidato e riconosciuto sul mercato;

-Personale altamente qualificato e motivato;

-Efficienza dei processi produttivi

DEBOLEZZE

-Dipendenza da un unico fornitore per le materie prime;

-Mancanza di diversificazione dei prodotti;

-Difficoltà nel reperire capitali per investimenti futuri

OPPORTUNITA’

-Espansione sui mercati esteri;

-Introduzione di nuovi prodotti innovativi sul mercato;

-Collaborazioni strategiche con partner chiave.

MINACCE

-Concorrenza agguerrita sul mercato nazionale;

-Variazioni dei tassi di cambio che influenzano i costi di produzione;

-Pianificazione normativa che potrebbe impattare negativamente sul settore di attività.


In conclusione, sia il Business Model Canvas che il SWOT analysis sono strumenti validi e complementari per analizzare e pianificare l’attività di un’azienda. Mentre il Business Model Canvas fornisce una visione d’insieme del modello di business, il SWOT analysis aiuta a identificare i
punti di forza e di debolezza interni, così come le opportunità e le minacce esterne. Utilizzati in combinazione, unitamente al business plan, questi strumenti possono aiutare le imprese a sviluppare strategie efficaci per il proprio successo.

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LA GESTIONE DEGLI INCASSI E LA CESSIONE DEI CREDITI COMMERCIALI

Una gestione efficace degli incassi è cruciale per il successo a lungo termine delle imprese. La gestione degli incassi riveste un ruolo fondamentale per garantire la stabilità finanziaria. Un efficiente processo di incasso non solo assicura il flusso costante di liquidità, ma contribuisce anche a ridurre il rischio di insolvenza dei clienti e a migliorare la redditività complessiva dell’azienda.
Esaminiamo dunque le pratiche efficaci per ottimizzare la gestione degli incassi aziendali.
Verifica preventiva della solvibilità del cliente
E’ necessario avvalersi di apposite società di informazioni commerciali e finanziarie per verificare preventivamente la solvibilità dei clienti, per evitare situazioni di contenzioso.
Monitoraggio attivo dei crediti
È essenziale monitorare attivamente i crediti per identificare tempestivamente i ritardi nei pagamenti e intraprendere azioni correttive quando necessario. L’utilizzo di sistemi di gestione finanziaria o software dedicati può semplificare questo processo, consentendo all’azienda di tenere traccia delle scadenze delle fatture e di inviare solleciti automatici ai clienti in ritardo.
Politiche di Credito Efficaci
La definizione di politiche di credito ben strutturate è fondamentale per ridurre il rischio di insolvenza dei clienti. Queste politiche dovrebbero includere limiti di credito appropriati in base alla affidabilità finanziaria dei clienti, e il monitoraggio periodico della situazione finanziaria dei clienti e il conseguente aggiornamento dei limiti di credito.

La cessione dei crediti commerciali: ottimizzazione finanziaria per le imprese
La cessione dei crediti commerciali emerge come una strategia finanziaria efficace per garantire un flusso costante di liquidità e per ottimizzare la gestione del capitale circolante. La cessione dei crediti è un’operazione finanziaria che, mediante un accordo legale attraverso il quale un soggetto, chiamato cedente, trasferisce il proprio diritto di credito verso un debitore a un’altra persona, detta cessionario consente al cedente di ottenere liquidità immediata e al cessionario di acquisire il diritto di riscuotere il credito. Tuttavia, è importante valutare attentamente i costi associati e confrontarli con i benefici derivanti dalla liquidità immediata e dalla riduzione del rischio di credito.
La cessione dei crediti può essere utilizzata in diversi contesti, come ad esempio nel settore finanziario, dove le banche possono cedere i propri crediti a società specializzate nella gestione dei crediti. La cessione dei crediti può essere effettuata sia pro-soluto che pro solvendo. Nel caso della cessione pro-soluto, il cessionario assume il rischio dell’insolvenza del debitore e si impegna a riscuotere il credito. Nel caso della cessione pro-solvendo, invece, il cessionario assume il rischio dell’insolvenza del debitore e paga al cedente solo una parte del credito ceduto.

Vantaggi per le Imprese:
1. miglioramento della Liquidità: La cessione dei crediti consente alle imprese di convertire rapidamente i crediti in denaro contante, migliorando così la liquidità e consentendo loro di investire nelle operazioni o di affrontare esigenze finanziarie immediate;

2. riduzione del Rischio di Credito: trasferendo i crediti a una società di factoring, l’impresa si libera dal rischio di insolvenza dei clienti. È compito della società di factoring valutare la solidità creditizia dei clienti e assumersi il rischio di mancato pagamento;

3. riduzione dei Costi Amministrativi: la gestione dei crediti, inclusi l’inoltro delle fatture e la gestione dei recupero crediti, può essere onerosa in termini di tempo e risorse. La cessione dei crediti trasferisce questa responsabilità alla società di factoring, riducendo così i costi amministrativi per l’impresa;

4. miglioramento dei Rapporti con i Fornitori: la disponibilità di liquidità immediata consente alle imprese di onorare tempestivamente gli impegni finanziari nei confronti dei fornitori, rafforzando così i rapporti commerciali e aprendo potenzialmente la strada a sconti per pagamenti anticipati.

Inoltre, le imprese possono cedere i propri crediti commerciali a società di factoring.

La cessione dei crediti con l’utilizzo del Factoring. Il factoring rappresenta una opzione valida per migliorare la liquidità aziendale, consentendo alle imprese di convertire i propri crediti in denaro contante in tempi più rapidi, cedendo i propri crediti a terzi. factoring, è un accordo finanziario attraverso il quale un’impresa trasferisce i suoi crediti commerciali (fatture) a un factoring company o a una banca in cambio di un pagamento immediato. In sostanza, l’azienda vende i suoi crediti futuri ad un’entità terza a uno sconto, ottenendo così liquidità immediata anziché attendere il pagamento dei clienti.

Tipologie di Factoring. Esistono diverse forme di factoring, tra cui:
factoring a servizio completo: La società di factoring gestisce l’intero ciclo di vita del credito, compreso l’inoltro delle fatture, il recupero dei crediti e il servizio clienti;

La cessione dei crediti può avvenire anche per tramite di società fintech. Le società fintech sono società finanziarie tecnologiche che offrono tariffe competitive e trasparenti, e un accesso a una più ampia base di investitori interessati ad acquistare crediti.

La cessione dei crediti attraverso le società fintech è diventata sempre più comune negli ultimi anni. Infatti, grazie alla digitalizzazione e all’innovazione nel settore finanziario, le società fintech offrono soluzioni sempre più innovative, consentendo alle imprese di cedere i propri crediti in modo rapido ed efficiente.

Articolo a cura della Cosmos Italia S.r.l., società di informazioni commerciali finanziarie, investigazioni finanziarie e recupero del credito. Azienda certificata ISO 9001.2015, licenza recupero crediti per conto di terzi rilasciata dalla Questura di Pordenone, licenza per informazioni commerciali rilasciata dalla Prefettura di Pordenone e Attribuzione codice LEI per operare nei mercati finanziari.

I servizi di informazioni commerciali-finanziarie, investigazioni finanziarie, recupero crediti della Cosmos Italia S.r.l. sono distribuiti on line dalla serviziassociati.visurissima.it

Finanza alternativa per l’agricoltura innovativa

                                         

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IL CROWDFUNDING E L’IDROPONICA: GUIDA AGLI STRUMENTI DI FINANZA ALTERNATIVA PER SOSTENERE E SVILUPPARE LA TUA AZIENDA AGRICOLA

I n d i c e: informazioni generali; cos’è lagricoltura Idroponica; ecco perchè il Crowdfunding è lo strumento giusto; conclusioni

COS’E’ L’AGRICOLTURA IDROPONICA

L’Agricoltura Idroponica è una pratica agricola innovativa e sostenibile che si sta diffondendo sempre di più in tutto il mondo, soprattutto in ambito agricolo e orticolo per la sua efficienza e sostenibilità:

E’ un metodo di coltivazione delle piante che prevede la crescita delle radici in un ambiente liquido contenente sostanze nutritive essenziali per la loro crescita.

Grazie alla sua capacità di ridurre l’uso di acqua e di ottimizzare la crescita delle piante, potrebbe rappresentare una soluzione efficace per affrontare sfide come il cambiamento climatico e la scarsità di risorse naturali.

In un sistema idroponico, le piante vengono coltivate all’interno di un substrato inerte come sabbia, ghiaia o perlite, oppure direttamente nell’acqua.

Le radici assorbono direttamente le sostanze nutritive disciolte, senza doverle estrarre dal terreno. Questo permette alle piante di crescere più velocemente e in modo più sano, poiché possono ricevere esattamente la quantità di nutrienti necessaria, senza sprechi.

Inoltre, questo metodo consente di coltivare piante in spazi ridotti e in ambienti dove il suolo non è adatto alla coltivazione tradizionale, come le zone urbane o desertiche.

ECCO PERCHE’ IL CROWDFUNDING È LO STRUMENTO GIUSTO

Il Crowdfunding, finanziamento collettivo per consentire agli imprenditori di accogliere fondi da una vasta rete di persone attraverso piattaforme online dedicate, è lo strumento giusto per l’accesso al capitale Iniziale per l’acquisto di attrezzature, materiali e infrastrutture, senza dover dipendere esclusivamente da finanziamenti bancari o investitori tradizionali.

Il crowdfunding consente il coinvolgimento della Comunità, infatti, le piattaforme di crowdfunding offrono agli imprenditori l’opportunità di condividere la loro visione con una vasta audience. Attraverso video, immagini e storie coinvolgenti, gli aspiranti agricoltori possono connettersi emotivamente con i potenziali sostenitori, ispirandoli a contribuire al successo del progetto.

Consente la validazione dell’Idea: il crowdfunding funge anche da strumento per testare l’interesse e la domanda di prodotti o servizi legati all’idroponica. Un forte supporto da parte della comunità indica che c’è un mercato per i prodotti agricoli idroponici, aumentando la fiducia degli investitori futuri.

Feedback e Supporto Continuo: oltre al finanziamento, i sostenitori di un progetto crowdfunding possono offrire feedback, consigli e supporto pratico lungo il percorso. Questa rete di sostegno può essere inestimabile soprattutto per gli imprenditori alle prime armi che affrontano sfide e ostacoli lungo il percorso.

Il crowdfunding per l’idroponica è una pratica sempre più diffusa che permette agli appassionati e agli imprenditori di raccogliere fondi per avviare progetti legati alla coltivazione idroponica. Questa tecnica di coltivazione, che consiste nel coltivare piante senza l’uso di terra ma facendo ricorso a soluzioni nutritive e acqua, sta diventando sempre più popolare per la sua sostenibilità e per i suoi alti rendimenti.

Negli ultimi anni, l’idroponica ha catturato l’interesse di coloro che desiderano combinare l’agricoltura con la sostenibilità ambientale. Il crowdfunding sta contribuendo a sostenere queste iniziative innovative, e utilizzare il crowdfunding per finanziare progetti legati all’idroponica offre diversi vantaggi, tra cui la possibilità di promuovere l’idea attraverso i canali di comunicazione online.

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